Monte Rosso 1329

Volcano_erupting

Monte Rosso (600 m s.l.m. – versante SE), il cui nome deriva dalla caratteristica colorazione rossastra del terreno, è un cono vulcanico formatosi nel corso di una delle più imponenti ed estese eruzioni dell’Etna, quella del 15 luglio 1329. Oggi, sui fianchi ed all’interno di questo cratere spento, sorgono gli antichi vigneti centenari a piede franco coltivati, come da migliore tradizione Etnea, ad alberello con il classico palo in castagno. L’esposizione a Sud-Est rende quest’ area particolarmente soleggiata ed i tipici terrazzamenti in pietra lavica aiutano a sfruttare al meglio il particolare microclima. La brezza marina dovuta alla vicinanza della costa, la notevole piovosità (800 mm annui - ottobre/marzo), l’altitudine ed il terreno vulcanico danno origine a vini dal carattere decisamente unico ed intenso.

Alberello

IMG_0194
La produzione vitivinicola Etnea entra nella storia nel VIII secolo a.C. con i coloni Greci che introdussero la forma di allevamento nota come “Alberello Etneo”. Esso era l’impianto preferito dalle antiche popolazioni latine poiché la disposizione delle viti risultava in perfetta armonia con il territorio e garantiva, inoltre, di sfruttare al massimo il terreno a disposizione, offrendo a ogni singola pianta la giusta porzione di suolo e di sole. Grazie all’alta densita d’impianto (1:1 m – 9000 ceppi/ha), al terreno poco fertile e alle difficili condizioni ambientali, dovute alla carenza d’acqua, le radici si sviluppano verticalmente. Inoltre la potatura corta (2 gemme per sperone) e l’equidistanza delle spalle dal tronco, alto circa 80 cm, permettono maggiore concentrazione ed una maturazione più omogenea dei grappoli.